COME FUNZIONA IL TRAINING AUTOGENO?

thursday 20 september 2018 at 23h33

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Nell’articolo precedente d’introduzione al Training Autogeno ho spiegato come questa tecnica favorisca, attraverso l’apprendimento di un atteggiamento psichico passivo, modificazioni psichiche e fisiche di senso opposto a quelle provocate nella nostra mente e nel nostro corpo quando ci troviamo in uno stato di tensione. In questo articolo cercherò in breve di spiegare cosa accade durante il Training Autogeno nel nostro corpo e quali sono gli effetti obiettivamente misurabili.

Nel concreto, il Training Autogeno stimola il sistema parasimpatico, parte del nostro sistema nervoso autonomo addetto alla regolazione dell’araousal e alla riparazione. Solitamente il sistema simpatico e il sistema parasimpatico interagiscono in modo tale da mantenere un equilibrio. Di fronte a uno stressor il sistema simpatico si attiva pe mobilitare le risorse dell’individuo, mentre il parasimpatico si attiva per ripristinare uno stato di equilibrio e riportare il sistema a riposo. Quando quest’azione di controllo viene meno, si assiste a un’iperattività del simpatico che può provocare una distonia vegetativa e creare uno squilibrio che può generare sintomi che variano a seconda dell’organo a cui si trasmette l’alterazione. Il rilassamento prodotto dal TA favorisce quindi la rigenerazione- funzione spettante al sistema parasimpatico che placa il simpatico, ripristinando quindi l’equilibrio dell’organismo.

sistema parasimaptico e simapatico

La concentrazione passiva sul corpo e il raggiungimento dello stato di quiete permettono la commutazione autogena dove avviene questa autoregolazione. Gli esercizi, ossia le formule mentali, coinvolgono diversi livelli: la muscolatura liscia, ossia scheletrica; la muscolatura liscia, che riguarda gli organi interni; e i processi cognitivo – percettivi. Si assiste perciò a un rilassamento muscolare, a un rilassamento dei vasi sanguigni, alla normalizzazione della funzione cardiaca, all’armonizzazione della respirazione, al rilassamento e all’armonizzazione degli organi addominali, a un miglioramento dei processi ideativi (concentrazione, attenzione, etc.), a un rilassamento dei vasi sanguigni nella regione del capo, e a un rilassamento cervicale. Tutti questi effetti sono stati riscontrati oggettivamente e sono misurabili durante il TA.  Ad esempio si può obiettivamente osservare come la funzione respiratoria diminuisca di circa il 15% rispetto alla frequenza normale; oppure è riscontrabile un aumento della temperatura fino a 1°C.

In conclusione la tecnica di autodistensione di Schultz ci consente di realizzare, sia a livello psicologico che a livello somatico, uno stato di per sé del tutto opposto alle reazioni in autotensione, tale da migliorare, modificare, risolvere o normalizzare funzioni psichiche o somatiche che si sono allontanate dal loro equilibrio originario.

Nel prossimo articolo illustrerò i benefici del TA e quando è indicato.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

R. Baruzzo, Equilibrio personale e training autogeno, 2014, Libreriauniversitaria,it

H. Lindemann, Training autogeno. Il più diffuso metodo di rilassamento, Tecniche nuove

Dott.ssa Valentina Tulisso - Iscritta all'Albo degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia - n. 1472- P.I. 02745410304