LE EMOZIONI COME ALLEATE

saturday 10 march 2018 at 11h59

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Le emozioni riguardano ciascuno di noi e accompagnano diverse esperienze della nostra vita. Tuttavia, molto spesso le emozioni sono percepite e vissute come sgradevoli, difficili da affrontare, disorganizzanti, negative, qualcosa da non provare più. Eppure la vita ci pone di fronte a prove, momenti imprevedibili, e difficili, che avranno inevitabilmente un impatto su di noi a livello emotivo. Accettarne la presenza assieme alla consapevolezza di come poter gestire ciò che sentiamo, ci permette di fronteggiare la vita. L'articolo ha quindi lo scopo di chiarire cosa si intende per emozione e mettere in luce l’importanza dei processi emotivi per lo sviluppo dell’individuo.

Definizione e natura delle emozioni


Chiudete gli occhi e rispondente mentalmente a queste domande: Che cosa vi rende felici, arrabbiati, impauriti o tristi? Che cosa vi fa venire in mente ogni emozione? Quali ricordi emergono? Dove sentite ogni emozione? Che cosa fate quando vi sentite così? Osserverete che se vi concentrate su ogni emozione emergeranno in voi dei pensieri, delle immagini e dei ricordi; potreste avvertire delle sensazioni somatiche o avere il ricordo di esse; vi tornerà in mente come avete reagito. Ogni emozione poi sarà associata a qualche particolare situazione. Ad esempio, se pensate alla paura vi può tornare in mente quella volta che siete stati valutati (un esame, un colloquio, una gara, etc.), insieme a dei pensieri che avete fatto: ci tengo davvero molto, non so se sarò in grado, chissà come sarà l'esaminatore, spero di non dimenticarmi nulla, non voglio sbagliare, etc. Potreste sentire o avere il ricordo di qualche sensazione fisica: le mani sudate, il cuore che batte forte, la pancia in subbuglio. Infine, ci saranno delle azioni che avete messo in atto in quel momento: ripetere in continuazione il materiale, avete cercato rassicurazione o vi siete concentrati per rilassarvi.

Possiamo pertanto concludere che per emozione s’intende un processo complesso che si attiva come risposta a uno stimolo interno o esterno, composto da più fattori: valutazione cognitiva, esperienza soggettiva dell'emozione, tendenza al pensiero o all'azione, reazioni corporee, espressioni facciali, risposte emozionali.  L'emozione è quindi un sistema di azione organizzato e significativo. La multifattorialità di tale processo, inoltre, evidenzia l'unità soma corpo, dove processi emotivi e mentali entrano in scena su un importante palcoscenico che è il corpo. Rispetto alla natura del processo, di come ciò avviene, pare che la valutazione cognitiva giochi un ruolo centrale, poiché ci orienta verso lo stimolo e gli dà una valenza significativa. Lo stimolo per scatenare una reazione emotigena deve essere significativo per quella persona. La persona non ha consapevolezza di questa valutazione ma solo della risposta soggettiva.

 Importanza dei processi emotivi per lo sviluppo della persona

Le teorie psicoevoluzionistiche hanno posto l'accento sul valore adattivo dei processi emotivi. In poche parole le emozioni avrebbero una funzione di adattamento e sopravvivenza per l'organismo. Ad esempio la risposta emotiva della paura si attiva di fronte a uno stimolo di pericolo in maniera diretta movimentando l'organismo a delle reazioni che hanno lo scopo di mettere in sicurezza l'organismo: freeze (congelamento), flight (fuga), fight (combatti), faint (collasso). Inoltre affermano che alcune emozioni, definite di base, hanno un valore innato, cioè siamo predisposti geneticamente a provare queste emozioni. Paul Ekman, un famoso antropologo, ne ha individuato sei: rabbia, gioia, paura, tristezza, sorpresa, disgusto. Le altre emozioni sono considerate secondarie, poiché si sviluppano in seguito con lo sviluppo dell'individuo e vengono mediate dalla cultura e dalla società. Perciò noi veniamo al mondo con un complesso dato genetico, ma poi le esperienze che facciamo modellano come noi leggiamo uno stimolo e come reagiamo e diversificano le risposte emotive aggiungendo ulteriori significati.

 Considerando quindi le emozioni come processi anche di apprendimento, una teoria interessante, che evidenzia l'importanza delle emozioni per il nostro buon funzionamento, riguarda la regolazione emotiva. Secondo questo filone di studi, le emozioni emergono e vengono regolate all’interno delle interazioni tra il bambino e il caregiver. Essi si immettono in una danza in cui il neonato in maniera innata, in risposta a stimoli interni ed esterni, attiva degli schemi emozionali che hanno la funzione di metterlo in comunicazione con il cargiver: ad esempio può piangere per ricercare la vicinanza oppure per mettere distanza rispetto a quello che sta facendo e che non gli piace. Pertanto attiva il sistema di attaccamento e stimola il caregiver a rispondere regolando lo stato emotivo. In questo dialogo, la madre e bambino partecipano a cicli multipli di interazioni di sintonizzazione/desintonizzazione/risintonizzazione. 

Ripetute esperienze di passaggio dalla regolazione alla disregolazione e nuovamente a uno stato regolato, sono immagazzinate nelle reti di memoria sensoriale, motoria ed emozionale. In questo modo il bambino inizia a crearsi delle rappresentazioni di sé, di ciò che gli accade, dell'altro e del mondo, modello che poi utilizzerà anche in assenza del caregiver. In questo modo diventa sempre più capace di tollerare momenti crescenti di emozioni e di autoregolarsi.Esperienze positive portano al rinforzarsi della struttura del cervello, favorendo lo sviluppo e rendendo la persona più predisposta alle crescenti richieste del mondo. Esperienze invece traumatiche e negative ripetute predispongono a una vulnerabilità. Pertanto i caretaker, attraverso la loro disponibilità emotiva e le interazioni reciproche attivano la crescita del cervello del bambino e favoriscono lo sviluppo della regolazione affettiva.

In conclusione, queste teorie mostrano come le emozioni sono una risorsa perché attivano il legame di attaccamento, che è necessario alla nostra sopravvivenza fisica e psicologica. Inoltre l'espressione delle emozioni e la loro regolazione porta a un processo funzionale di crescita. 

Pertanto la presenza delle emozioni non può essere qualcosa di negativo per la persona, piuttosto come vengono regolate può divenire un problema. Ad esempio quando l'emozione viene vissuta in modo eccessivo o continuativo o quando all'opposto quando viene bloccata. Le cause e/o conseguenze sono somatizzazioni, comportamenti non funzionali, distorsioni delle informazioni etc. L’emozione, quindi, è una risorsa perché ci indica cosa sta accadendo e di cosa abbia bisogno per ritornare a uno stato di equilibrio. Accogliendola potremmo divenire consapevoli anche di cosa possiamo fare per rispondere al nostro bisogno. In conclusione, le emozioni sono come una bussola: guidano le nostre scelte, strutturano i nostri ricordi, ci infondono i sentimenti di esistere e la coscienza di noi stessi, regolano le interazioni con gli altri. Ci indicano dove siamo e dove vogliamo andare.  Allora sotto questa luce l'emozione si riappropria di un suo valore e piuttosto che un processo disorganizzante diviene integrativo, permettendo alla persona di riprendere la crescita verso un suo equilibrio.

 

Dott.ssa Valentina Tulisso - Iscritta all'Albo degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia - n. 1472- P.I. 02745410304